Ira

E così, è successo. Un’altra persona è uscita dalla mia vita e io, ad essere sincera, non ci soffro più di tanto.

All’improvviso, come quando cade una foglia secca dall’albero. Non te lo aspetti, ma accade.

Tu sei quella foglia secca, hai deciso di staccarti, alla fine, e cadere.

C’erano stati avvisi? Forse sì, sicuramente.

Eravamo lì, tutti felici e tranquilli.

E te ne sei andata, senza dare spiegazioni, e noi che ci chiedevamo Perché? Cosa abbiamo fatto? Cosa abbiamo detto?

Hanno cercato di capire (io no, il mio orgoglio me lo impediva), ci hanno provato, e tu hai ignorato bellamente tutti.

Finché non hai deciso di mandare tutti a fanculo. Così, a buffo.

Hai dato la colpa a noi, hai rinfacciato cose inesistenti. Poi sei tornata indietro e hai dato la colpa a te stessa, accampando scuse su scuse, inventando (o forse no?) dolori dubbi.

Non mi interessa.

Per quanto riguarda me, i tuoi problemi puoi tenerteli, puoi anche lasciare che ti annullino.

Non mi interessa.

Sono più preoccupata per gli altri, c’è chi si è offeso, chi ha riso, chi si è incazzato, chi ha pianto. Io quasi tutto, non piango per gli idioti.

Per il ridere, è stata più una risata isterica, dettagli.

Tornerai? Può darsi, a me non interessa, dovresti minimo inginocchiarti davanti a me perché io possa anche solo pensare di ricominciare a parlarti.

 

Io sono la Regina del Rancore, tu sei entrata nel Mio Regno.

Addio.

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